CERVELLI DISCONNESSI

 

Gabriel Garcìa Marquez, nel suo romanzo più famoso, Cent’anni di solitudine, per descrivere “la capacità” di un personaggio, mette in bocca a un altro personaggio il seguente stringato giudizio:

 

quella?…lascia perdere, confonde il cazzo con l’equinozio

 

Da una settimana penso che la nostra classe politica “a sua insaputa”, fa la stessa confusione.

 

Confonde la rissa da taverna portuale con il dibattito politico.

 

Mai assistito a spettacoli penosi dove l’oggetto del contendere non è l’onere e l’onore di rappresentare una intera Popolazione, per loro, l’oggetto del contendere è la poltrona remunerativa e scordano che per il 60% dei cittadini, quello che loro percepiscono in un mese, lo percepiscono in un anno, con la differenza che i cittadini pagano l’irpef e loro no.

 

Ho spento Santoro, ho scritto la ragione, martedì non seguirò Ballarò, medesima ragione, Floris mi ha irritata con l’intervista in “solitario” del professore, anche in questo ha mostrato di avere un alta opinione di se e zero rispetto per l’avversario politico…insomma, spocchia docet, ha lo stile dell’allenatore dei bianconeri…e ho detto tutto.

 

Hanno i cervelli spenti, continuano a confondere

 

mettersi al servizio dei cittadini

 

con

 

mettere i cittadini in stato di asservimento

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Se non ci avessero scippati del referendum sulla riforma della legge elettorale, oggi non farebbero passerella da uno studio televisivo all’altro, sarebbero tra la gente comune ad ascoltare e farsi carico dei problemi reali, hanno creato la linea Marginot che li fa sentire sicuri e al sicuro.

 

Si sono disconnessi dagli Italiani, continuano a vanagloriarsi di aver salvato l’Italia, scordano di evidenziare che l’Italia non è una res nullius, appartiene a noi Italiani e non a loro che mostrano di aver portato i cervelli all’ammasso.

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Purtroppo, di loro emuli tra gli elettori c’è abbondanza.

 

PS

Aggiornamento delle 23:00

 aldo il monticiano nel suo commento ha lasciato questo sonetto, ho seri dubbi che sia del Belli, la terminologia è troppo moderna per appartenere al 1800, ma vista l’attinenza con l’attualità socio/economica/politica, trovo giusto inserirlo nel post, calza a pennello.

Mentre ch’er ber paese se sprofonna
tra frane, teremoti, innondazioni
mentre che so’ finiti li mijioni
pe’ turà un deficit de la Madonna
Mentre scole e musei cadeno a pezzi
e l’atenei nun c’hanno più quatrini
pe’ la ricerca, e i cervelli ppiù fini
vanno in artre nazzioni a cerca’ li mezzi
Mentre li fessi pagheno le tasse
e se rubba e se imbrojia a tutto spiano
e le pensioni so’ sempre ppiù basse
Una luce s’è accesa nella notte
Dormi tranquillo popolo itajiano
A noi ce sarveranno le mignotte.

Grazie Aldo ;-))

 

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Andando per commissioni, se devo usare la macchina preferisco uscire dopo che il flusso di chi deve andare a lavorare diventa nullo o quasi, meno traffico, meno incazzosi e meno addormentati.  Fino a poco tempo fa,  facevo parte della truppa, andare in pensione restituisce il proprio tempo e il passo a misura d’uomo, ci si riappropria di se.

Da due giorni non e’ cosi, ieri mattina il primo moccolo l’ho staccato prima di mettere le gomme sulla strada , il Pantani di turno sfreccia sul marciapiedi davanti al cancello costringendomi a una frenata brusca, lavorate della piu’ fervida fantasia e …. Si… ho scaricato quel tipo di lessico.

A 500 metri da casa, la prima rotonda, dopo cinque minuti vorrei essere alla guida di uno schiacciasassi, inveisco con chi dietro di me preme sul clacson, urlo nel chiuso dell’abitacolo con l’aria condizionata a palla “Ma che @@@@@ suonate, e’ imbranata di suo, se ci va bene entreremo nel girone infernale giusto per la partenza delle vacanze estive”, alla fine mi rompo e premo sul clacson, si sblocca, su bella, su che ce la fai…. Sette minuti d’orologio. La rotonda di largo Tirreno e’ superata, mi aspetta quella di Piazza Marmolada, ci lasciamo dietro la “creatura” e vaiiii.

Niente posti liberi vicino all’ufficio postale, rifaccio il giro e lascio la macchina davanti ai cassonetti dell’immondizia, incrocio le dita, come apro lo sportello il flusso di aria calda e appiccicosa mi fa venire voglia di rientrare in macchina, ma le tasse si pagano.

La coda arriva a meta’ corridoio, tra un lamento e una protesta a denti stretti causati dagli sportelli chiusi, una vocetta stridula esclama “Se fossimo extracomunitari ci servirebbero subito, a me non danno la pensione e a loro li pagano senza lavorare”.

Reazione a tre, il ragazzo che ho davanti: Ma si rende conto di cosa dice? Lavorano come schiavi e non hanno riconosciuto nessun diritto.

La ragazza dietro di me: Ma lei guarda studio aperto e porta a porta? Vada ai mercati generali e mi dica di che colore sono gli addetti allo scarico dei Camion.

Io: Lei lo sa cos’e’ un rifugiato politico? E mi dica, ha versato i contributi per l’ottenimento della pensione?

La vocetta: Ma veramente… sapevo che 14 anni… la televisione ha detto….

Io : Invece di guardare e ascoltare il parlamento sparacazzate televisivo, vada all’Inps a controllare i fatti suoi e non se la prenda con chi viene rapinato delle ricchezze del proprio territorio e massacrato se migra per salvare la pelle.

Dopo un’ora e mezza di coda, trascorsa in modo conviviale con i due ragazzi, pago e mi rituffo nel fresco dell’abitacolo, niente “Creature paurose” davanti, supero la prima rotonda, la seconda ho il diritto di precedenza, imbocco via Tripoli e rallento, la vedo timorosa sulle strisce pedonali, mi fermo e comincio a roteare il braccio, sviluppo i bicipiti cencando di farle capire che puo’ passare, un suv dietro mi suona e vedo che sta per sorpassarmi, e’ troppo, la donnina sta attraversando e la minchiona dietro di me la mettera’ sotto, faccio scendere il vetro, tiro fuori il braccio urlando: Ma dove minchia guardi, non le vedi le strisce?

Mi fa un gesto inequivocabile, ma si ferma, al suo ombrello rispondo con pugno chiuso e medio dritto, la faccia divertita dell’automobilista che si era fermato nella corsia inversa ci strappa un sorrisino di circostanza, ci facciamo ciao con la manina e via. Imbocco Corso Agnelli, controviale, ma guarda chi ti trovo, un Moser che va a zig zag, @@@@***#####&&£££%%##@@ , un trasloco, un paio di scavi e i pedoni che passano col rosso. Comincio a vedere rosso anch’io, finisce in gloria, stacco il numerino per la solita coda, ne ho dieci davanti, quando concquisto lo sportello sono all’apice di una incazzatura modello. Chiedo lumi su cosa succede alle utenze domiciliate sul conto e il cassiere mi illustra la situazione, tutto a posto, i casini li ha fatti la societa’ per l’energia elettrica, faccia il numero verde, ficco le mani in borsa e mi rendo conto di aver lasciato a casa la documentazione in oggetto. @#*/& e mi dico che ho bisogno di un tazzone di caffe’, le sigarette e un po di silenzio.

Ridacchio ripensando alla mattinata, ma stramaledico chi ha riempito la citta’ di rotonde, smoccolo contro chi,  salendo in macchina crede di essere il padrone del mondo, prendono la patente o il porto d’armi? Mando accidenti ai ciclisti che, in una citta’ ricchissima di piste ciclabili scassano #@#@#@#@#@#@## zigzagando tra le macchine in movimento sfottendo pure. Se penso che domani mi tocca di nuovo………………